Non si è stati veramente in Giappone se non si è dormito almeno una notte in un Ryokan.

E allora perché non provarne uno immerso nel verde del Monte Koya.

Monte Koya

Il Monte Koya, chiamato anche Koyasan, è uno dei siti più sacri del Giappone nella prefettura di Wakayama, diventato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 2004. Il villaggio è situato a 800 metri sopra il livello del mare e per arrivare non è così veloce e immediato. Da Kyoto, infatti, si prende treno – funicolare – bus, saranno circa 3 ore di viaggio ma credetemi ne vale davvero la pena.

Qua risiedono circa 3000 abitanti e vi si trovano 117 templi buddisti, quasi la metà di questi hanno camere per ospitare i pellegrini in visita.

Ma di Koyasan ve ne parlerò un’altra volta. Merita un capitolo tutto suo.

I turisti che si spingono fino a quassù lo fanno per vivere un’esperienza autentica come quella di dormire negli shukubo (foresteria) una sorta di ryokan dentro il monastero buddista, e partecipare ad alcune attività tradizionali.

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Una notte a Koyasan

Durante il mio viaggio ho soggiornato al Koyasan Zofukuin, situato a pochi minuti dal centro e a 10 minuti di autobus dalla stazione ferroviaria di Koyasan. La struttura in legno è immersa nel verde degli antichi cedri giapponesi, caratteristica che di base accomunano tutti gli shukubo. Si entra tramite un grosso portale principale che ben nasconde la struttura dalla strada, una volta varcato ci si trova circondati da giardini zen con laghetti, lanterne in pietra, alberi da frutto, alberi dalla chioma perfettamente potata ecc.

Come in tutte le strutture di questo genere si entra senza scarpe, sulla veranda di ingresso ci sono dei ripiani dove riporle e indossare le ciabatte messe a disposizione oppure si può camminare direttamente scalzi.

Le ciabatte messe a disposizione degli ospiti
Le ciabatte messe a disposizione degli ospiti

Siamo stati accolti da uno dei monaci residenti qui. Il mitico Takao. Un ragazzo simpaticissimo e disponibile, lo troverete menzionato anche nelle recensioni su Trip Advisor. Tra le diverse lingue che parla sta imparando anche l’italiano, quindi non vi stupite se vi chiederà di tradurre qualche nuova parola e ripetere la pronuncia.

Takao, o chi per lui, vi accompagnerà nel tour della struttura spiegandovi orari dei servizi, delle attività, le regole per l’utilizzo dell’onsen fino ad accompagnarvi alla vostra camera.

Camminare attraverso i corridoi in legno dello shukubo vi trasmetterà un senso di calma e tranquillità che vi farà subito immergere nell’atmosfera spirituale del luogo. Il cigolio delle tavole in legno, il gorgoglio del ruscelletto nel giardino centrale, il cinguettio degli uccellini ci aiutano davvero a staccare la spina lontano dai rumori e dalla frenesia metropolitana.

Il giardino interno sul quale si affacciano le camere. Tipico giardino zen con le carpe rosse nel laghetto, tanto verde, lanterne in pietra.
Il giardino interno sul quale si affacciano le camere. Tipico giardino zen con le carpe rosse nel laghetto, tanto verde, lanterne in pietra.

Ma che cos’è un ryokan?

I ryokan sono pensioni tradizionali, molto ospitali e in perfetto stile giapponese. Le stanze possono essere di varie dimensioni che vengono misurate in base ai tatami, le tipiche stuoie, utilizzati per ricoprire i pavimenti. Il termine corretto per queste stanze è washitsu, la loro caratteristica principale è la semplicità: poche decorazioni, pochi oggetti, arredamento minimo. Per separare le varie zone non si hanno vere e proprie porte ma grigliati scorrevoli in legno e carta di riso.

All’interno della stanza generalmente si trova un tavolino basso con due posti a sedere dove è possibile anche consumare i pasti. In alcuni ryokan questo angolo è separato dalla zona per dormire da pareti scorrevoli.

E dove si dorme? Chi non ha mai visto almeno una puntata di un qualsiasi cartone animato giapponese?

Ebbene sì, durante la vostra notte nel ryokan vi sentirete come i personaggi dei vostri cartoni preferiti. Dormirete proprio sui futon, una combinazione di materasso con lenzuolo e coperta che viene steso per la notte e arrotolato e messo da parte o riposto nell’armadio alla mattina.

La nostra camera
La nostra camera

I pasti

La cena è quasi sempre compresa e viene servita alle 17. Sì un po’ presto è vero, ma fa parte del godere a pieno di questa esperienza. Cucina rigorosamente vegetariana conosciuta anche come shojin ryori. Viene servito un vassoio composto da tante piccole ciotoline con pietanze diverse come tofu, verdure fermentate (tsukemono), tempura, frutta, riso, zuppa di miso. Nei ryokan di livello superiore la cena, come la colazione, dovrebbe essere servita in camera, dove ho alloggiato io ci è stata servita nella stanza comune insieme ad altri ospiti.

La cena vegetariana. Zuppa di miso, riso, fagioli azuki, tempura, verdure fermentate, tofu, uva, tè caldo.
La cena vegetariana. Zuppa di miso, riso, fagioli azuki, tempura, verdure fermentate, tofu, uva, tè caldo.

Vi sembrerà tutto molto strano e magari non vi convincerà molto, ma devo dire che qui ho trovato uno dei tofu più buoni che abbia mai mangiato. Perciò non scoraggiatevi e assaggiate tutto, nel suo piccolo sono sicura che riuscirà a sorprendervi.

La colazione non è molto diversa dalla cena, tranquilli non mangerete tempura appena svegli ma non vi aspettate cornetto e caffè. Questa viene servita alle 7, dopo la preghiera del mattino. Alle 5.30, infatti, viene suonato il gong che da tempo agli ospiti di scendere nella sala del tempio e partecipare alla preghiera dei monaci che inizia alle 6 del mattino.

Durante la cerimonia mi raccomando rispettate un rigoroso silenzio senza disturbare. Se si vuole, si può partecipare attivamente alla preghiera consegnando dell’incenso all’altare o in alcuni casi anche cantare insieme i mantra, seguendo i libretti che vi verranno consegnati all’entrata.

Lo Yukata

Nella camera troverete lo yukata, tipica ‘vestaglia’ giapponese in cotone che viene proprio utilizzata tra le mura domestiche. Qui potrete indossarla per girare nella struttura, scendere all’onsen, durante la cena, ma ricordatevi di non utilizzarlo per la colazione. Con il mio gruppo abbiamo chiesto se potevamo tenerlo, ed ad un prezzo di pochissimi yen ci hanno dato degli yukata puliti e piegati con la loro cintura.

Indossando lo yukata, pronti per la notte sul futon.
Indossando lo yukata, pronti per la notte sul futon.

L’Onsen

Anche qui non ci siamo fatti mancare il momento relax nell’onsen. Gli onsen sono bagni termali, generalmente sono vasche all’aperto ma quasi tutti gli alberghi e ryokan ne sono dotati di uno al chiuso. Tutti gli onsen sono separati per sesso, vi si entra nudi passando prima da un antibagno dove si depositano gli abiti e gli yukata. Qui ci si lava accuratamente davanti a un doccino rimovibile e a tutti i prodotti necessari, seduti su uno sgabellino.

Ricordatevi il galateo: è una grave maleducazione entrare senza essersi lavati o non totalmente ripuliti dal sapone.

Occhio anche ai tatuaggi, non sempre sono accettati dai locali perché associati alla mafia giapponese. Pertanto chiedete il permesso prima di entrare, o procuratevi dei cerotti per coprirli.

Bè che altro dire se non consigliarvi fortemente di inserire due giorni a Koyosan e godervi un’esperienza unica, farvi avvolgere dalla serenità e dalla calma che questo luogo mistico sa trasmettere.
Credetemi ne vale la pena.