Qualcosa mi sveglia all’improvviso, dove mi trovo? E cos’è questo maledetto suono che sento la fuori?

Ci metto qualche secondo a realizzare e a fare mente locale, sono in una tenda in mezzo alla giungla in Guatemala e fuori a pochi metri da me sento un verso inquietante di qualche animale selvaggio, non ho la più pallida idea di che cosa possa essere, mi sporgo fuori dalla tenda ma non vedo niente, il buio più totale, sopra di me un cielo pieno di stelle a farmi compagnia.

Torno in tenda, sono esausto oggi è stato il primo di sei giorni di trekking e ho fatto 25 km sotto un sole che non mi ha lasciato tregua. Infatti, oggi siamo partiti dal villaggio di Carmelita, io e la mia guida Luis dell’agenzia Turismo Cooperativa Carmelita, e i chilometri da percorrere sono ancora molti (circa 100 in totale) per arrivare alla culla della civiltà Maya: la Cuenca del Mirador.

Sono troppo stanco per pensare da chi potrebbe provenire quel verso, e in pochi minuti mi riaddormento.

LEGGI ANCHE: Viaggiare per sentirsi vivi: un viaggio in solitaria alla scoperta dell’America Centrale

giungla-guatemala
Giungla del Guatemala

Il mattino dopo chiedo alla mia guida chi diavolo fosse quell’animale e mi spiega davanti a una buona tazza di caffè caldo che si trattava di un particolare tipo di scimmia che riesce grazie al vento a fare questo particolare verso inquietante, ma la spiegazione non mi convince più di tanto e mi piace pensare che fosse qualcosa di molto più pericoloso.

Siamo pronti a ripartire, mi aspettano gli ultimi 30 km per arrivare a El Mirador, il fulcro dell’impero Maya dove si trova la più grande piramide del mondo per volume, seconda in altezza solo a quella di Giza in Egitto.

Camminare immerso in questo scenario è qualcosa di surreale, percepisco il trascorrere del tempo in modo del tutto diverso alla normalità, vengo avvolto da tutti i suoni della giungla, riesco a sentirmi parte di tutto questo, di essere per la prima volta un tutt’uno con agli animali e le piante intorno a me. Gli animali ci guardano incuriositi al nostro passaggio, le scimmie arrampicate con la coda sui rami degli alberi, sporgono la testa per controllarci per poi scappare via saltando in modo perfetto da un ramo all’altro, giganti tapiri color rame ci attraversano la strada e decine e decine di uccelli diversi cantano per tutto il nostro percorso.

Amo camminare ascoltando la musica, ma qui sarebbe un delitto farlo e non farsi cullare da tutti questi suoni. Dopo circa 5 ore di cammino mi trovo davanti questa enorme scalinata, sono al cospetto di questo incredibile Tempio Maya, riesco a percepire tutto il potere di questa antica civiltà ma non posso neanche lontanamente provare a capirlo, sono impaziente di vedere cosa mi aspetta e mi divoro letteralmente ogni scalino, ogni pietra, fino ad arrivare alla cima e quello che vedono i miei occhi ripaga tutta la fatica fatta in questi giorni.

La giungla si estende in tutte le direzioni per centinaia di chilometri,ci sono solo distese di verde ovunque fino all’orizzonte, da quassù posso addirittura vedere il confine con il Messico e il Belize.

maya-guatemala

Scendiamo e scegliamo di accamparci qua vicino, ma al tramonto decido di tornare da solo in cima alla piramide e godermi il tramonto. Il cielo si tinge di un arancione brillante, non riesco a trattenere tutta questa emozione, il mio cuore esplode per questa visione, e penso a quanto sono fortunato a poter vedere e vivere tutto questo, dentro di me ringrazio quel Dio in cui credo fermamente e una piccola lacrima di gioia mi sgorga sul volto.

Torno all’accampamento quando è ormai buio, con la torcia cerco a tentoni di trovare la mia tenda e scopro di aver dimenticato di chiuderla bene, controllo che non si sia intrufolata qualche tarantola velenosa e mi infilo dentro il sacco a pelo, non mi lavo da giorni, ho preso svariate zecche e mi prude dappertutto, però non mi importa, ho vissuto quasi una settimana nella giungla, quante persone possono dire di averlo fatto?

Ripenso a cosa mi ha detto la mia guida prima di partire: “Portati solo 3 magliette, lo spazzolino e la carta per pulirti il culo, nella giungla non ti serve altro” questa frase continua a rimbombarmi nella mia testa, le esperienze più belle e memorabili della mia vita le ho fatte quando non avevo praticamente niente con me, solo quando non hai distrazioni a cui pensare riesci veramente a capire quante cose grandiose puoi realizzare.