Un articolo dedicato alla visita di New York, Cascate del Niagara e Washington in 8 giorni.

Sarà banale, ma visitare la Grande Mela è sempre stato il mio sogno nel cassetto fin da bambina. Così esattamente dopo 1 anno dal nostro viaggio di nozze nella Costa Ovest degli Stati Uniti, io e mio marito abbiamo deciso di visitare anche “l’altra parte”.

La scelta non è stata solo di cuore ma anche funzionale, in quanto per visitare gli Stati Uniti serve un visto chiamato ESTA che una volta volta fatto ha la durata di 2 anni. Perciò, essendo ancora valido, ne abbiamo approfittato per tornare negli States.


Voglio svegliarmi in una città che non dorme mai.
– Frank Sinatra –

Viaggio negli USA: Giorno 1

Giovedì 13 agosto atterriamo con volo KLM, dopo lo scalo ad Amsterdam, atterriamo all’aeroporto JFK di New York.

Dopo i numerosi controlli prendiamo il treno veloce che collega i Terminal dell’aeroporto con la Jamaica Station, da cui prenderemo la metro per arrivare al nostro albergo che si trova vicino Madison Avenue e poco distante dall’Empire State Building.

Iniziamo il nostro itinerario recandoci nel quartiere di Wall Street dove è d’obbligo la foto con il Toro di Wall Street appunto.

Il Toro di Wall Street

Il Toro di Wall Street è una bellissima statua in bronzo realizzata dall’artista italiano naturalizzato statunitense Arturo Di Modica, del peso di 3,2 tonnellate, è simbolo del capitalismo americano ma soprattutto di fortuna per coloro puntano in borsa.

Venne, infatti, installata proprio in questo quartiere nel 1989, per rappresentare la forza, il potere e la speranza del popolo americano per il futuro che aveva consentito agli USA di risollevarsi dopo il crack finanziario del 1987.

Per questo e per tutti i significati positivi che racchiude quest’opera d’arte, attualmente è considerato di buon auspicio dai turisti toccare “le palle” del Toro, abitudine che rende veramente difficoltoso fare foto, ma ovviamente anche noi l’abbiamo fatto!

Praticamente di fronte, sorge la Borsa di New York che prende il nome Wall Street, dalle antiche mura, ormai smantellate, che delimitavano il confine settentrionale degli insediamenti di Nuova Amsterdam, quando nel 1640 New York era una colonia olandese.

Wall Street

Camminare per questo quartiere ci fa immediatamente comprendere quanto sia veloce e caotica questa città ed essendo inoltre una delle zone a più alta concentrazione di grattacieli è praticamente impossibile muoversi e non avere gli occhi al cielo.

Personalmente da sempre amo i grattacieli come simbolo della capacità dell’essere umano di andare oltre i propri limiti, verso il cielo, e qui respiro “il sogno americano” che ha mosso tanti italiani che sono emigrati qui decine di anni fa. Fin da subito infatti ho amato questa città perché la sensazione di speranza nella possibilità di realizzare i propri sogni è palpabile in ogni angolo, nonostante le numerose contraddizioni economiche di questo Paese.

Con il cuore colmo di emozioni…

Prendiamo la metro e in un’attimo siamo al World Trade Center Memorial.

L’11 Settembre 2001 la città di New York e gli Stati Uniti hanno subito l’attacco più grave dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, che ha causato quasi 3000 morti, scosso profondamente tutto il mondo e segnato le nostre abitudini soprattutto di viaggiatori. Ricordo perfettamente quello che provai a casa,di fronte alla televisione, mentre una delle 2 torri crollava:

Pensai che il mondo come lo avevo conosciuto fino a quel momento sarebbe finito.

Sicuramente le nostre abitudini in merito alla sicurezza quando prendiamo l’aereo sono cambiate ma certamente non si è fermata la voglia di conoscere, scoprire, vedere, ampliare i propri orizzonti di tante persone.

Il Memorial è composto da 2 fontane di forma quadrata, in ognuna delle quali l’acqua cade in un buco quadrato esattamente dove sorgeva ciascuna delle torri. Ogni fontana ha una cornice sulla quale sono incisi i nomi di coloro che hanno perso la vita quel giorno.

L’emozione di essere proprio nel luogo, che avevo visto in televisione anni prima, in cui tante vite innocenti se ne sono andate per effetto della follia umana, è stata fortissima e piena di lacrime. Il senso però di tutto questo per coloro che rimangono , in questa come in tante altre tragedie, è trovare la forza e il coraggio per ricominciare e rinascere.

Molto interessante è anche il National September 11 Memorial & Museum situato in mezzo alle 2 fontane dove trovano posto alcuni dei reperti recuperati da Ground Zero subito dopo gli attacchi, e pezzi di acciaio che formavano le Torri Gemelle, come l’ultimo pezzo rimasto in piedi (maggio 2002). 

Dopo un pranzo veloce, riprendiamo la metro e usciti alla fermata South Ferry prendiamo il traghetto della Statue Cruises, diretti a Liberty Island dove ci aspetta “la Signora D’America”: La Statua della Libertà.

La Statua della Libertà

La Statua della Libertà è alta 93 metri e visibile fino a 40 km di distanza, venne realizzata dal francese Frédéric Auguste Bartholdi, con la collaborazione di Gustave Eiffel, ingegnere della celebre torre parigina.

A mio parere si tratta di uno dei monumenti più belli e significativi al mondo, non a caso iscritto tra i Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO.

E per restare in tema di simboli newyorkesi, accolti dal popolo del footing, giungiamo al Ponte di Brooklyn. Completato nel 1883, in acciaio, ha rappresentato per lungo tempo il ponte sospeso più grande al mondo.

Ponte di Brooklyn

Concludiamo la nostra giornata con 2 espressioni massime del meltin pot degli Stati Uniti: i quartieri di Chinatown e Little Italy.

Little Italy
Little Italy

I profumi dei ristoranti italiani di Little Italy e del mercato di Chinatown ci fanno per un attimo tornare a casa e l’attimo dopo ci fanno viaggiare in estremo Oriente.

Camminando nelle varie viuzze è inevitabile poi riflettere sul fatto che questo Grande Paese abbia permesso (grazie anche al benessere economico di cui ha goduto) a tante popolazioni di tutto il mondo di costruire il proprio “Sogno Americano”, di poter mettere a frutto le proprie capacità e realizzare così buona parte del proprio progetto di vita. Penso a tutti i giovani Italiani (non solo agli emigrati del passato) che hanno lasciato e lasciano l’Italia per studiare e lavorare qui.

Di fatto gli Stati Uniti rimangono una nazione che prova ancora a credere nei propri sogni.

Viaggio negli USA: Giorno 2

Venerdì iniziamo la giornata con la visita al grattacielo più famoso e più amato di New York: l’Empire State Building.

Empire State Building
Empire State Building

Costruito tra il 1930 e il 1931 fu realizzato il stile art déco ed è alto 443 mt.

E’ stato l’edificio più alto del mondo fino al 1967, quando perse il primato a favore della Torre di Ostankino di Mosca, in piena guerra fredda. Famoso anche per essere stato utilizzato nel 1933 come luogo ipotetico per la scena finale di King Kong, nel 2000 la American Society of Civil Engineers lo ha proposto come una delle sette meraviglie del mondo moderno e nel 2007 ha ottenuto il primo posto nella classifica degli edifici più amati redatta dall’American Institute of Architects.

Facciamo immediatamente il biglietto d’ingresso per entrare all’apertura (09.30) comprensivo di audioguida e accesso fino all’ottantaseiesimo piano, dalla sua cime la vista su Manhattan è davvero spettacolare.

Dopo esserci sentiti piccoli alla vista dell’enorme distesa di grattacieli, ci tuffiamo, con mia somma gioia, nel fulcro dello shopping newyorkese: L’affollatissima Fifth Avenue.

Fifth Avenue
Fifth Avenue

Ad accoglierci all’ingresso di questa memorabile via c’è il Flatiron Building, forse il grattacielo più originale di New York per via della sua forma triangolare o meglio da “ferro da stiro” letteralmente, che con la sua punta fa angolo tra la 23a strada, la Fifth Avenue e Broadway.

Tra le migliaia di negozi che incontriamo, tappa obbligata per me è Tiffany & Co. dove realizzo il mio piccolo sogno di comprarmi gli iconici orecchini del marchio a forma di cuore con la celebre frase “Please return to Tiffany & Co. New York”, quale souvenir migliore?!

Anche fare shopping stanca, perciò prendiamo la metro e ci catapultiamo nel punto in assoluto più trafficato di New York. Times Square, una delle piazze più celebri al mondo.

Arrivati alla piazza vediamo una bellissima enorme installazione che rappresenta un bacio tra un militare della marina statunitense e un’infermiera degli anni ’40. Celebra infatti, a nostra insaputa, l’anniversario dei 70 anni del V-J Day che sancisce la fine della guerra (Vittoria sul Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale ad agosto del 1945) e dell’iconica foto di Alfred Eisenstaedt che venne pubblicata su Life, il famosissimo magazine americano.

E’ sicuramente un simbolo dell’amore che vince sulla guerra e perciò non resistiamo a replicare il gesto al meglio.

Times Square

La foto che vedete dell’installazione del Bacio di Times Square, realizzata nel 2015 è stata scattata di sera, perché la sera stessa siamo poi tornati a vedere Times Square illuminata di notte, una vera meraviglia!

A questo punto poiché Paolo, l’unica forma d’arte che riesce a “sopportare” è quella contemporanea, mentre io adoro ogni forma d’arte, il giusto compromesso era vedere un solo museo, veramente importante, di arte contemporanea. Proseguiamo quindi il nostro tour con il MoMA, il principale Museo di arte moderna al mondo.

Tra i motivi che ci hanno spinto a visitare il museo proprio oggi, oltre al fatto di essere vicino alla 5th Avenue, è il fatto che di venerdì il museo ha sempre ingresso gratuito dalle 16.00 alle 20.00.

Il MoMA contiene 150.000 opere di cui, solo per citarne alcuni, ve ne sono alcune di artisti del calibro di:

  • Cezanne
  • Monet
  • Dalì
  • Picasso
  • Pollock
  • Van Gogh
  • Kandinsky

Per restare poi in tema di opere contemporanee e di “simboli d’amore”, come quello in Times Square, vi consiglio di fare una foto alla Love Sculpture in 1359 Ave of the Americas, che si trova nelle vicinanze del MoMA.

Love Sculpture
Love Sculpture

Basta con il romanticismo! Prendiamo di corsa la metro e facciamo un salto a vedere il Grand Central Terminal (la Stazione Centrale di New York), che oltre ad essere stata ripresa in numerosi film, è la stazione ferroviaria più grande al mondo per numero di banchine. Subito dopo, a pochi passi di distanza, scattiamo una foto ad un altro grattacielo simbolo di New York: il Chrysler Building.

Rientriamo in albergo e dopo esserci sistemati e cambiati d’abito, usciamo per la cena. Ci attendono, per concludere la giornata, le luci di Times Square e la New York notturna illuminata di Top of The Rock, in cima al Rockfeller Center.


New York aveva tutta l’iridescenza dell’inizio del mondo…
(F .Scott Fitzgerald)

Il costo attuale per salire all’ultimo piano del Rockfeller Center è di 38$, ma anche se il prezzo non è economico ne vale decisamente la pena. La vista è mozzafiato e consiglio di fare questa esperienza di sera, perché le luci di New York sono davvero uno spettacolo unico al mondo.

L’ultimo ingresso è alle 23.00, ma presentatevi almeno un’oretta prima perché la coda, soprattutto nelle ore serali, è davvero lunghissima.

Viaggio negli USA: Giorno 3


“Ogni viaggio, anche il più lungo, inizia sempre con il primo passo”
(film “Una notte al Museo”)

E’ sabato, e si torna bambini! La giornata è dedicata al relax e alla visita di 3 punti d’interesse obbligatori per chi ha un forte spirito bambino (noi!) e per chi viaggia con famiglia al seguito.

Partiamo con un’attrazione del tutto gratuita, che vi permetterà anche di fare una lunga passeggiata nel verde: Central Park.

Il polmone verde di New York, situato tra i 2 quartieri residenziali dell’ Upper West Side e dell’ Upper East Side, ha una superficie di ben 3,41 km quadrati e, oltre ad essere un’oasi per uccelli migratori, è un paradiso per runners, ciclisti e pattinatori. A tal proposito, tra i tanti eventi ospitati qui, c’è il traguardo della Maratona di New York.

4 punti di Central Park assolutamente da non perdere sono:

  • la Statua in bronzo di Alice nel Paese delle Meraviglie;
  • la Statua in bronzo di H.C. Andersen;
  • Strawberry Fields Memorial: un’area di 10000 m per commemorare Jhon Lennon. Ci tengo tra l’altro a ricordare che il mosaico circolare in cui è racchiusa la parola simbolo dell’artista (IMAGINE), venne realizzato in Campania da artigiani della zona vesuviana e donato a New York dal Comune di Napoli;
  • Statua di Balto: l’eroico Siberian Husky, realmente vissuto e protagonista del celebre cartone animato, che insieme al suo gruppo di cani da slitta nel 1925, sfidando il gelo e il ghiaccio, riuscì a consegnare preziosi medicinali ad una cittadina dell’Alaska colpita da un’epidemia di difterite.

Se poi volete godervi al meglio il parco e avete tempo, potete noleggiare una bici o ancora meglio una barca a remi. Quest’ultima opzione si può sperimentare nel laghetto artificiale The Lake che si trova sul lato opposto della Bethesda Fountain.

Rimanendo in tema di bambini, come detto all’inizio della giornata, vi ricordate il cartone animato Madagascar? Bene! Sempre all’interno di Central Park si trova proprio lo zoo di Alex e dei suoi amici:il Central Park Zoo.

Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00 e fino alle 17.30 nei weekend e nei giorni festivi, comprende 130 specie ed è suddiviso in 3 aree bioclimatiche: la Zona Tropicale, la Zona Temperata e la Zona del Circolo Polare.

Per chiudere il nostro tour della città di New York, entriamo letteralmente nel set del film “Una notte al Museo” e visitiamo uno tra i maggiori musei di storia naturale al mondo: l’American Museum of Natural History.

Come potete notare dalla mappa, l’American Museum of Natural History è situato accanto a Central Park, sul lato ovest nell’Upper West Side appunto. E’ aperto tutti i giorni, tranne il giorno di Natale e del Ringraziamento, dalle 10.00 alle 17.45 e se avete poco tempo per visitarlo vi consiglio di concentrarvi sul quarto piano, dove ci sono due aree interamente dedicate ai dinosauri, chissà se dovessero prendere vita improvvisamente.

Oh my God!

Viaggio negli USA: Giorno 4

Domenica 16 agosto andiamo a noleggiare la macchina che ci accompagnerà nel nostro tour per altri 5 giorni.

Su Internet trovate tantissime società di autonoleggio, dopo accurate valutazioni, noi abbiamo optato per Budgetautonoleggio.it .

Oltre ad essere conveniente a livello di prezzo, ci permetteva di ritirare la vettura in città e riconsegnarla in aeroporto, utile perciò per non perdere tempo prima di prendere il volo di rientro.

Per raggiungere la prima tappa, le Cascate del Niagara, ci aspetta un lungo viaggio. Più di 600 km per oltrepassare i confini degli States e giungere, oltre che nello stato del Canada, ad uno degli spettacoli naturali più grandiosi al mondo: le Cascate del Niagara o Niagara Falls.

Divise tra USA e Canada, si formarono circa 10.000 anni fa dallo scioglimento del ghiacciaio del Wisconsin, che diede origine al fiume Niagara appunto e ai Grandi Laghi del Nord America.

Formata da 3 cascate distinte ma originate dallo stesso fiume è la più grande cascata dell’America Settentrionale e tra le più grandi al mondo per portata e vastità.

Arriviamo in serata nella città statunitense di Buffalo dove pernotteremo in quanto si trova a circa mezz’ora dalle Cascate e quindi in posizione strategica per i nostri spostamenti.

Ma nonostante la stanchezza del lungo viaggio, decidiamo di non aspettare la mattina, e dare subito un’occhiata prima di andare a dormire. Così ci dirigiamo verso Prospect Point Park Observation Tower, che è il punto di visibilità migliore dal lato statunitense, e devo dire che ne vale davvero la pena!

Le Cascate sono illuminate con luci colorate dal tramonto fino a mezzanotte e fino alle ore 22.00 nelle sere d’estate ci sono i fuochi d’artificio!

Uno spettacolo imperdibile e meraviglioso!

Viaggio negli USA: Giorno 5

Il giorno successivo è interamente dedicato ad esplorare il lato canadese delle Niagara Falls. Sicuramente se non avete tempo per vedere entrambi i lati della cascata quello canadese offre un panorama decisamente migliore. L’area di Clifton Hill è il punto di partenza per tutte le attività.

E’ possibile fare una mini-crociera di mezz’ora circa, dotati naturalmente di poncho, con la Hornblower Niagara Cruises per poter godere appieno di tutta l’area delle Cascate.

Ma noi, amanti della natura, la cascata la vogliamo vedere da vicino, in tutta la sua potenza!

Acquistiamo perciò in loco il biglietto per il Journey behind the Falls o Viaggio dietro le Cascate. Dotati ovviamente di poncho, scendiamo con l’ascensore alla piattaforma di osservazione da cui partono una serie di tunnel che permettono di arrivare vicino al fondo delle Horseshoe Falls sulla costa canadese.

Qui sembra proprio di essere dentro la cascata. Bellissimo!

Lo spettacolo è davvero mozzafiato e qui si percepisce interamente la forza della natura sprigionata dall’acqua.

Nel pomeriggio facciamo una passeggiata per la città di Niagara Falls che ci sembra proprio una piccola Las Vegas. Piena di negozi e divertimenti, di sera ovviamente è ancora più carina con le sue vie illuminate a giorno.

Dopo cena non resistiamo e ripetiamo l’esperienza della sera prima sul lato canadese: ci godiamo una passeggiata con vista sulle Cascate illuminate e fuochi d’artificio.

Viaggio negli USA: Giorno 6

Martedì 18 agosto riprendiamo l’auto ed affrontiamo un altro lungo viaggio di altri circa 600 km diretti alla capitale degli Stati Uniti: Washington DC.

Arriviamo nel tardo pomeriggio nell’albergo di Washington dove ci fermeremo per 2 notti: il Capitol Hill Hotel.

Ve lo consiglio per l’ottima accoglienza e organizzazione, per l’ottimo rapporto qualità-prezzo, per la posizione ideale agli spostamenti a piedi, in quanto vicinissimo al Campidoglio (Capitol Hill) e a 5 minuti a piedi dalla metro, ma anche per l’eleganza negli arredi e la cura nei dettagli.

Viaggio negli USA: Giorno 7

I have a dream…
Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno…
(Martin Luther King)

Il nostro tour di Washington parte da Capitol Hill (il Campidoglio) che vediamo solo dall’esterno, in quanto la visite guidate all’interno erano già tutte prenotate per quel giorno quando abbiamo organizzato il viaggio.

Anche dall’esterno purtroppo rimaniamo delusi dal fatto che la celebre cupola é completamente ricoperta da impalcature causa ristrutturazione, dunque proseguiamo lungo il National Mall, una grande distesa erbosa situata proprio di fronte a Capitol Hill, al cui centro si trova il Washington Monument, simbolo della democrazia americana e di un luogo dove ancora oggi le masse popolari possono far sentire la loro voce per richiedere cambiamenti nella gestione del Paese.

Subito dopo incontriamo il WWII Memorial, che rende omaggio ai 400.000 americani morti nella Seconda Guerra Mondiale e ai 16 milioni che ne hanno preso parte. Fiancheggiando poi a piedi le acque della Reflecting Pool giungiamo di fronte al Lincoln Memorial.

Dedicato al sedicesimo presidente degli Stati Uniti, questo tempio neoclassico vede al centro la statua dell’ex presidente, mentre alla sua sinistra sono incise le parole del discorso di Gettysburg, con cui Lincoln parlò per la prima volta di uguaglianza all’interno di una nazione unita (gli Stati Uniti appunto).

Non a caso infatti esattamente un secolo dopo sugli scalini di questo Memorial, Martin Luther King pronunciò il celebre discorso intitolato “I have a dream” sulla libertà e l’uguaglianza.

A sinistra e a destra del Lincoln Memorial, si trovano rispettivamente il Vietnam Veterans Memorial ed il Korean War Veterans Memorial.

Proseguendo a destra dopo il Korean War Veterans Memorial arriviamo al Tidal Basin, un grande lago artificiale circondato da splendidi ciliegi, attorno al quale sorgono in ordine:

  • Martin Luther King Jr. Memorial, unico monumento commemorativo del National Mall dedicato ad una persona che non fu presidente degli Stati Uniti e afroamericano.
  • Franklin Delano Roosvelt Memorial
  • Jefferson Memorial

Successivamente tornando verso il Washington Memorial, ci troviamo, dopo una lunga passeggiata, di fronte ai cancelli della Casa Bianca (The White House).

Ovviamente casa del Presidente degli Stati Uniti, venne inaugurata nel 1800 e sopravvisse all’incendio degli inglesi nel 1812 durante la guerra anglo-americana.

Per chi volesse visitare la Casa Bianca all’interno è possibile prenotare una visita guidata facendo richiesta al consolato americano in Italia muovendosi con la prenotazione anche 6 mesi prima. Ma noi ci accontentiamo di vederla da fuori.

La Casa Bianca
The White House

Sempre all’interno del National Mall, sorgono tantissimi musei.

Da buoni appassionati di astronomia e viaggi nello spazio, non possiamo perdere l’occasione di visitare la più ampia raccolta di aerei e veicoli spaziali nel mondo al National Air & Space Museum.

Aperto da giugno ad agosto dalle 10.00 alle 19.30, questo museo è gratuito, come tutti gli altri musei di Washinton, e tra i pezzi sicuramente più importanti ci sono sicuramente la navicella spaziale Apollo 11 che effettuò lo sbarco sulla Luna nel 1969, la tuta originale di Armstrong e lo Space Shuttle.

National Air & Space Museum
National Air & Space Museum

In conclusione, a mio parere, Washington DC è molto più interessante di New York, sia per il carico di storia americana che racchiude in sè sia per i significati che trasmette.

Rappresenta sicuramente un Paese, come già detto, pieno di contraddizioni, ma che ha cercato sempre di raggiungere e diffondere un’ideale di democrazia e libertà, nonostante i numerosi sbagli (dettati dalla sete di potere che è insita purtroppo in ogni realtà politica), che è diventato la base positiva di tutto il nostro mondo Occidentale e del nostro modo di vivere quotidiano.

Rappresenta quindi una Nazione idealista che vede nel patriottismo americano la sua espressione più commovente.

Viaggio negli USA: Giorno 8

Per restare in tema di patriottismo americano e di commozione, la mattina del 20 agosto ci alziamo presto e alle ore 08.00 (da Aprile a Settembre effettua i seguenti orari: 08.00-19.00) ci troviamo di fronte all’ Arlington Cemetery, che dista solo 5 km circa da Washington DC.

Qui vi sono sepolti i veterani di tutte le guerre statunitensi, dalla guerra d’indipendenza agli attentati del 2001, per un totale di oltre 300.000 persone. Oltre ai soldati sono sepolte anche numerose personalità, tra cui spiccano per importanza soprattutto John, Robert ed Edward Kennedy con la First Lady Jacqueline Kennedy.

Commovente è sicuramente l’impatto della distesa di piccole lapidi bianche sul prato verde, che coprono un’area di 2,5 km quadrati.

Riprendiamo l’auto e dopo 200 km circa di strada raggiungiamo l’ultima tappa del nostro tour negli Stati Uniti orientali: Lancaster in Pennsylvania, la terra della comunità Amish (the Dutch Country).

Gli Amish sono una comunità religiosa nata in Svizzera nel Cinquecento e stabilitasi negli Stati Uniti nel Settecento. La loro storia si fonde con l’origine dello Stato della Pennsylvania e precisamente con quella del suo fondatore William Penn. Egli era un nobile irlandese, che salpò con un gruppo di Quaccheri (comunità cristiana inglese su base calvinista puritana) con l’intento di fondare una colonia, basata sul rispetto e sulla amorevole collaborazione tra persone differenti, a cui si unirono nel 1720 numerosi gruppi di amish.

Qui il bello è che si entra in un mondo a parte, fuori dal tempo. Le abitudini della comunità amish sono infatti in netto contrasto con la modernità, sia per quanto riguarda il mondo del lavoro e le comodità nella vita quotidiana, ma anche e soprattutto nel modo di vestire che è completamente diverso dal nostro.

Gli uomini infatti portano il cappello e vesti scure senza cerniere, spesso anche senza bottoni e dal momento in cui si sposano portano la barba come richiesto dalla Bibbia. Mentre le donne hanno abiti privi di ornamenti e gioielli, simbolo di vanità, con grembiuli e gonne lunghe al polpaccio. In testa poi indossano cuffie nere se nubili, mentre bianche se sposate.

Rifiutano inoltre l’utilizzo dell’elettricità e dell’automobile in quanto rovinano la naturalezza del creato e la semplicità nel vivere.

Proprio per le loro diversità è divertente e curioso incrociarli per la strada…

A pochi km da Lancaster sorge, nella località di Intercourse, il Kitchen Kettle Village. Un villaggio fermo nel tempo, di 40 tra ristoranti e negozi, con prodotti artigianali made in USA. Particolarmente interessante, soprattutto per chi ama i prodotti gastronomici fatti in casa, è The Jam & Relish Kitchen, che rappresenta il top per quanto riguarda le marmellate.

The Jam & Relish Kitchen
The Jam & Relish Kitchen

Credo di non aver mai visto così tante tipologie di marmellata in vita mia! E tra l’altro si posso tutte degustare.

Altro aspetto interessante è che quasi tutti i negozi e le case attorno espongono all’esterno una o più stelle in metallo. Si tratta di una decorazione tipica della Dutch Country (Comunità Olandese amish, in cui olandese sta ad indicare la lingua inglese arcaica o lingua germanica occidentale) che rappresenta il fiore della vita e che dicono essere di protezione per la casa e per la famiglia. Noi ovviamente ne acquistiamo una piccola da appendere.

Per concludere, la Pennsylvania ci ha dunque riportati alle origini degli Stati Uniti. Quando dopo lo sbarco del nostro Cristoforo Colombo in quello che era “il Nuovo Mondo”, si sono succeduti nei secoli sbarchi di popoli dall’Europa e dall’Africa che hanno fuso le loro culture e creato con fatica e lotte interne, uno degli Stati più potenti del mondo.

L’idea del fondatore della Pennsylvania, di una terra che vivesse nel rispetto e nell’amorevole collaborazione tra persone differenti, è una sfida aperta che ogni Nazione del mondo affronta ogni giorno, spesso con scarsi risultati, ma che ci invita a superare le nostre barriere e ad aprirci ad un mondo nuovo che magari non era come avevamo programmato ma non per questo, che non può essere migliore.

La vita non è aspettare che passi il temporale, ma imparare a ballare sotto la pioggia…

Alle ore 22.00 riconsegniamo l’auto negli uffici della Budget vicino all’aeroporto JFK di New York, per decollare con l’aereo di rientro qualche ora dopo.