La primavera è ormai sbocciata e il fatidico 21 marzo si è portato via la voglia di stare in casa ad abbioccare sotto le coperte.

Dal lunedì al venerdì rimaniamo chiusi in ufficio, nelle aule del liceo, in università. Stufi di vedere il bel tempo solo dalle finestre, il venerdì sera ci si chiede: domani gitarella?

Milanesi, a me gli occhi: se anche voi sentite il bisogno di sgranchire le gambe atrofizzate da Netflix e divano, quello che vi serve è una giornata di trekking (o, se meno vi spaventa, di passeggiate).
Vi voglio proporre qualche meta poco distante dal capoluogo Lombardo.

Monte Bolettone

Milano, imboccate l’autostrada in direzione Como: dopo meno di un’ora di macchina si raggiunge Albavilla, paese comasco di poche anime che nasconde l’Alpe dei Viceré.

Impostate Google Maps, abbandonate la macchina e seguite il sentiero sterrato ben visibile che vi porterà in cima al Monte Bolettone.

Dopo un’oretta di salita incontrerete la Capanna Mara che potrà rifocillarvi se vi sentite in deficit di zuccheri ed acqua. Proseguite lungo la mulattiera ed arrivate alla grossa croce che segnala la cima del Bolettone: guardatevi intorno.

Da un lato potrete godere di una vista mozzafiato sul lago di Como, dall’altro vedrete i profili delle montagne della Grigna e le cittadine del basso comasco.

Santa Caterina del Sasso

Sulla sponda lombarda del Lago Maggiore (comune di Leggiuno, famoso anche per le spettacolari luminarie natalizie) sorge un monastero a picco sul lago.

La camminata è a dire il vero molto breve e si tratta per lo più di una scalinata, ma il luogo magico vi regalerà uno scorcio eccezionale.
Volendo approfondire i dintorni, al monastero si può abbinare una camminata sul lungo lago di Angera, lungo il quale si incontra la maestosa rocca che vale la pena di visitare.

Val d’Ossola

Con il paragrafo sulla Val d’Ossola gioco in casa in quanto sono ormai 20 anni che passo le estati nella mia valle preferita.

Sconfiniamo in Piemonte (circa un’ora e mezza di macchina da Milano) e seguiamo le indicazioni per Gravellona Toce, poi per Sempione – confine di stato.
Entrati nella superstrada della valle la scelta è ampissima: la mia valle, la Val Vigezzo, è forse la più turistica, ma nasconde trekking di segreta bellezza come la camminata verso il Monte Ziccher, il Lago Panelatte, lo Scaredi.

Se cercate una natura selvaggia e incontaminata e siete camminatori instancabili allora andate verso la Valle Formazza e il parco nazionale del Devero – Veglia. I paesaggi sono da favola, potrete andare alla ricerca di marmotte fischiettanti, sarete circondati da laghi magici e da una natura fresca e travolgente.

I canali del Ticino

Le strade sterrate lungo i canali del Ticino sono ideali per una passeggiata pianeggiate e senza impegno.
La lunghezza del percorso è indefinita, in quanto i canali hanno le loro origini esattamente al confine tra Lombardia e Piemonte (nel bel comune di Sesto Calende) e proseguono fino a Milano, ai Navigli, per una quarantina di chilometri in tutto.

Per chi si sentisse particolarmente avventuroso, consiglio di indossare il caschetto e di percorrere i canali in bicicletta.

Sacro Monte di Varese e Campo dei Fiori

Nel nord della città di Varese si apre un’ampissima zona di montagna che segna l’ingresso nell’arco alpino: è il parco del Campo dei Fiori.

Si può percorrere la piacevolissima passeggiata che porta al Forte di Orino: giunti in cima, dopo poco più di un’ora di passi, si ammirano le montagne e si ha una piena visuale sulla Svizzera.

Il Sacro Monte di Varese è invece una camminata di un’oretta dal tema religioso che percorre una serie di cappelle (con tante panchine per chi volesse riposare le gambe stanche).
Anche in questo caso, l’arrivo in cima regala una vista sui sette laghi del varesotto.

Wè milanès, scendete dalla cadrega e via alla volta di un weekend di primavera all’aria aperta.
Avete l’imbarazzo dalla scelta e, fidatevi, una volta che scoprite le gioie del trekking non ne potrete più fare a meno!