Poco distante da Bologna, tra le vette dell’Appennino Bolognese, è possibile visitare uno storico e davvero molto affascinance castello: Rocchetta Mattei.

Rocchetta Mattei

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La Storia di Rocchetta Mattei

Rocchetta Mattei è un castello costruito nel 1850, sulle rovine della Rocca si Savignano dalla quale prende il nome, dal Conte Cesare Mattei. Il Conte faceva parte di una famiglia agiata, il che gli consentì di frequentare importanti e significativi personaggi dell’epoca.

Nel 1850 il conte Cesare Mattei acquistò i terreni dove sorgevano le rovine di un antico castello medievale e iniziò la costruzione della “Rocchetta”, dirigendone personalmente i lavori, dove si stabilì definitivamente a partire dal 1859, conducendo una vita da signore medievale con tanto di corte.

I suoi studi nella medicina alternativa conosciuta col nome di Elettromeopatia gli assicurà fama e ricchezza per il corso della sua intera vita. Successivamente la Rocchetta fu gestita dagli eredi del Conte fino all’acquisto da parte della moglie di un commerciante locale Primo Stefanelli detto “Il Mercantone”, che la abbandono negli anni ’80.


Durante la propria vita, il Conte modificò più volte la struttura del castello rendendola un incantevole intreccio labirintico di torri, scalinate monumentali, sale di ricevimento e camere private il tutto caratterizzato da molteplici stili, dal neomedievale al neorinascimentale, dal moresco al Liberty.

Rocchetta Mattei è un vero e proprio gioiello architettonico che tutti oggi possono visitare grazie alla riapertura nel 2015, a seguito del suo acquisto da parte della Fondazione Cassa in Risparmio di Bologna.

Alla scoperta degli interni di Rocchetta Mattei

Rocchetta Mattei ha il fascino di un castello di ben 160 anni fa e spiegarlo in poche righe è davvero difficile, ma noi ci proviamo.

Quindi, cosa vedere a Rocchetta Mattei? Ecco cosa vedere all’interno di Rocchetta Mattei.

1. Scalone d’Ingresso

All’ingresso della Rocchetta si viene accolti da una scalinata in pietra affiancata da una torre e decorata da numerose statue dell’Ottocento.

Qui è possibile vedere la copia in cemento del Grifone di Pisal, mentre la porta principale, invece, è decorata con l’immagine di una figura che regge il mondo sulle sue spalle, si tratta di un’opera cementizia che ricorda sia un’arpia che un gargoyle.

2. Cortile Centrale

La prima cosa che risalta agli occhi è l’arco moresco sorretto da due telamoni neomedievali, cioè sculture a forma di uomini, dove la sinistra ha il volto demoniaco e il destro con volto umano.

Dall’arco si arriva all’ampio cortile centrale, dove è possibile ammirare i diversi stili architettonici che caratterizza Rocchetta Mattei.

Cortile Centrale in Rocchetta Mattei

Sopra l’arco d’ingresso è possibile vedere due mensole in pietra bianca con teste di leone, acanti e stemma che sorreggono la Camera del Papa. Qui è possibile ammirare il tondo in pietra bianca con l’effige del condottiero Niccolò Ludovisi, scultura di Jacopo della Quercia (1430), montata sopra l’ingresso della Scala nobile.

Al centro del cortile è presente l’ampia fontana, ricavata dal fonte battesimale della vicina chiesa medievale di Verzuno.

3. Sala dei Novanta

Una delle stanze più affascinanti della Rocchetta, insieme alla Cappella, con arredo e decorazioni in stile Liberty.

In origine, Mattei la pensò come mausoleo dedicato alla Regina Vittoria, trasformata successivamente come sala da ballo dal figlio adottivo di Mattei, Mario Venturoli, all’inizio del Novecento.

In questa stanza è presente la grande vetrata ovale con l’immagine di Cesare Mattei e la sua data di nascita.

Sala dei Novanta in Rocchetta Mattei

Curiosità: il nome della sala deriva dalla volontà di Mattei di festeggiare qui i suoi novant’anni insieme ad altri ottantanove novantenni.

4. Cappella

Dalla Sala dei Novanta, salendo la scala e oltrepassando la copia del Portale Monumentale di Palazzo d’Accursio a Bologna, si accede all’iconica Cappella di Rocchetta Mattei.

In questa area ci sono elementi arabo islamici, ad esempio gli archi ispirati a quelli della Mezquita di Cordova, che si combinano con altri elementi caratteristici dello stile architettonico medievale italiano, come ad esempio il matroneo e l’abside semicircolare.

Cappella di Rocchetta Mattei

La sua struttura e le decorazioni sono realizzate con materiali locali tra cui: gesso, cemento, mattoni e legno.

All’interno delle lunette si riconoscono alcuni apostoli dipinti ad inizio Novecento con una tecnica che simulava il mosaico. Invece, le decorazioni del soffitto sono tele dipinte che riproducono intarsi con fioroni dorati.

5. Cortile Pensile

Una volta usciti dalla Cappella, basta salire la scalinata sulla sinistra e si arriva al Cortile Pensile, dove si gode di una splendida vista sugli edifici che compongono la Rocchetta stessa, come la torre quadrata del Conte o la circolare torre della Visione.

Le balaustre in cemento che ricordano dei legni, ci accompgnano fino ad un secondo punto panoramico, da questo punto è possibile vedere le cime appenniniche. Da qui si gode di una vista mozzafiato!

Succesivamente, salendo le scale, si raggiunge un’area caratterizzata da decorazioni piuttosto esotiche, dove l’ingresso è custodito da due stupendi leoni, dai quali prende il nome il cortile stesso.

6. Cortile dei Leoni

Questo cortile è stato realizzato ispirandosi al cortile dell’Alhambra, il complesso di palazzi che si trova nella città spagnola di Granada.

Al centro di questa area è presente una fontana con quattro splendidi leoni, il tutto circondato da un portico ricco di stucchi.

Fontana dei leoni in Rocchetta Mattei

Negli archi del portico è possibile scovare l’immagine della torre di Visione, simbolo utilizzato nel logo dei medicamenti Mattei, il tutto decorato con una scritta araba. Invece, le pareti del portico sono decorate con piastrelle dallo stile caratteristico delle ceramiche di Siviglia.  

7. Sala della Musica

Questa stanza deve il suo nome proprio dal fatto che Mattei e la sua famiglia amavano ascoltare musica proprio qui.

La sala ha una struttura neomedievale, col le colonne decorate con gli stemmi nobiliari del conte, mentre la volta fu decorata seguendo uno stile Liberty.

Qui, come in altre stanze della Rocchetta Mattei, è possibile godersi ed ascoltare una selezione della collezione del cantante e compositore italiano Marino Marini.

8. Sala della Pace

Questa stanza della Rocchetta Mattei è un vero è proprio capolavoro in stile Liberty, caratterizzata da un affascinante lampadario in alabastro e due piccole torri con splendidi vetri blu.

La sala fu realizzata da Mario Venturoli, figlio adottivo del conte Mattei, dopo il 1918 a celebrazione della pace ritrovata dolo la Grande Guerra.

La tapezzeria di seta alle pareti e e le grandi vetrati con telai sono opera di una attento intervento di restauro.

9. Tomba del Conte

La tomba del conte Mattei si trova oggi al di sopra dell’altare della Cappella. La tomba fu realizzata seguendo indicazioni precise del conte stesso ed è possibile ammirare:

  • Una stupenda maiolica con su riportate le stelle così come riportate al tempo;
  • due cartigli che ricordano la grandezza del Creato e dell’Universo rispotto alla minuta e fragile condizione umana;
  • i simboli della fede cattolica (la croce), dell’eternità (la pigna) e del sonno (il bulbo del papavero), oltre a decorazioni erbacee;
  • due cartigli con in latino con le parole “anima requiescat in manu dei”.

10. Sala dell’Oblio

Salendo ancora si arriva, voltandosi a sinistra, ad una piccola stanza con decorazioni e rifiniture in legno. La sala è riconosciuta come la stanza di Mario Venturoli Mattei perché, sotto all afinestra che si affaccia sul Cortile dei Leoni, sono incise le sue iniziali.

Nella stanza è presente un’altra finestra che consente di vedere le decorazioni esterne dove gli elementi architettonici arabeggianti si alternano i simboli cristiani della croce e del pellicano.

11. Corridoio

Per raggiungere la Sala Rossa (o studio del conte Mattei) si attraversa un corridoio ricco di porte attentamente decorate che danno accesso da sale molto curiose:

  • nella prima stanza sulla destra è presente una scaletta in legno che porta allo studio del conte;
  • la seconda camera è invece detta sala Gialla per il colore della tappezzeria che ne riveste le pareti.

12. Sala rossa o studio del conte

La stanza prende il nome dal fatto che originariamente i due ambienti erano divisi da una tenda rossa e, probabilmente, usata come studio di Mattei.

La sala ha una struttura moresca, con il soffitto caratterizzato da elementi piramidali in carta pressata, che ricordano le muqarnas arabe, gli archi lignei e l’alcova, dove oggi è collocato un Orchestrion della collezione di strumenti musicali meccanici Marini.

13. Scala Nobile

Scendendo dall’ultimo piano della Rocchetta Mattei, si raggiunge una grande scala a chiocciola in pietra. Lungo le pareti si rincorrono sulle pareti due colori.

Questa alternanza di colori e la forma a spirale della scala, creano un’ultima illusione ottica regalataci da Cesare Mattei: ci sembrerà infatti di vedere due scale che si specchiano, anziché una soltanto.

L’uscita nel Cortile centrale conclude la visita a Rocchetta Mattei.

Scala Nobile in Rocchetta Mattei