Dopo aver organizzato tutto quello che concerne il nostro viaggio on the road in Sudafrica non ci resta che parlare del nostro itinerario e dei posti che visiteremo. Preparatevi ad immergervi nella natura, solcare mari in cerca di balene e girare a piedi tra zebre e impala.

Il nostro volo notturno con Air France è più che piacevole, atterriamo a Johannesburg alle 10 di mattina e dopo aver svolto le pratiche per il noleggio auto (AroundAboutCars) ci dirigiamo verso quella che l’ndomani sarà la nostra prima tappa.

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Blyde river canyon

1. BLYDE RIVER CANYON

Usciamo alle 8 di mattina per concederci una ricca colazione nel famosissimo Harrie’s Pancake, a Graskop, prima di iniziare la visita di quello che è il terzo canyon più grande al mondo.

Ci renderemo conto strada facendo che alcuni dei punti panoramici (hanno tutti una sorta di ticket di ingresso che va dai 50 cent ai 2 euro) che incontreremo durante l’esplorazione del blyde river canyon avremmo potuto fare a meno di vederli, e goderci di più gli altri. Lo spettacolo che regalerà agli occhi questo posto è qualcosa che ancora oggi mi porto dentro.

Vale la pena fare una piccola deviazione, durante il tragitto, per raggiungere Pilgrim’s rest, una piccola cittadina di minatori in cui tutto si è fermato agli anni ’70, negozi, distributori di benzina, locali, sembra di essere davvero in un’altra epoca.

Il tempo a nostra disposizione è davvero risicato, per questo avrei volentieri evitato la sosta ai punti panoramici God’s Window e Wonder view per dedicare più tempo al resto.
Ma non tutti i mali vengono per nuocere, ci ritroviamo al tramonto nel punto panoramico più bello, le three rondevals, dove la vista vi lascerà senza fiato.

E’ arrivato il momento di rimetterci in viaggio, in Sudafrica non è consigliato essere alla guida di notte, le strade sono buie e la visibilità è pressochè nulla.

Pilgrim’s Rest

2. KRUGER PARK

Un’altra immancabile tappa del nostro viaggio è il Kruger Park, grande quanto Israele, da visitare in auto e con un’ immensa quantità di animali da ammirare nel loro habitat naturale.
Se ne avete l’occasione e la possibilità vi consiglio di alloggiare all’interno, prenotando con discreto anticipo riuscirete a strappare un prezzo più che ragionevole e l’atmosfera che si respira nei camp è qualcosa che vale la pena di essere vissuto.

Ho sempre pensato che i safari fossero noiosi, invece si è rivelata una vera e propria scoperta.
Entrare nel territorio dei big five, vederli cosi da vicino, percorrere strade dissestate, scrutare con il binocolo l’orizzonte sperando di poter gridare ‘ragazzi è lì, vedo un leone’, è davvero un’esperienza che consiglierei a chiunque una volta nella vita.

Noi siamo state 3 giorni all’interno del parco, e credo che sia il tempo giusto per non annoiarsi e per godere di quest’avventura.

L’unica cosa su cui stare attenti è calcolare bene il percorso e il tempo che ci metteremo per raggiungere il prossimo camp, o il prossimo gate, considerando che la velocità media è di 30 km orari e che è severamente vietato ritrovarsi a girare all’interno del parco oltre le 17.

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Kruger Park

3. SWAZILAND

Questo minuscolo stato in realtà ha poco da offrire, ma vale la pena passarci una giornata intera per godere del Mlilwane Wildlife Sanctuary, una riserva che si può percorrere interamente a piedi perchè al suo interno non ci sono predatori.
Incontrerete zebre, gnu, impala, coccodrilli, ippopotami, e tutto questo semplicemente passeggiando o…pedalando!

E’ possibile dormire nella riserva, in bellissime capanne che si trovano all’interno di veri e propri villaggi in cui la sera sarete deliziati da spettacoli per niente male (anche se molto turistici).
Mi sento di sconsigliarvi la visita al villaggio locale in quanto è davvero tutto molto ‘finto’ e creato ad arte per attirare i turisti, noi abbiamo provato quest’esperienza, ma niente che valga la pena di essere raccontato, a parte la simpatia della popolazione che ci ha ospitato.

Mlilwane Wildlife Sanctuary

4. ST. LUCIA

Questa cittadina si trova a sud, vicino a Durban, e si affaccia da un lato sull’oceano indiano e dall’altro sull’estuario del fiume Santa Lucia.
E’ immerso nell’immensa riserva dell’ iSimangaliso Wetland Park e meriterebbe una visita solo per questo, ma ha molto da offrire ed è davvero una cittadina a misura d’uomo.

L’ iSimangaliso Wetland park è un’enorme area protetta che ospita al suo interno ben 5 ecosistemi differenti: spiagge occindentali, spiagge orientali, laghi, paludi e sistema marino.
Noi ci abbiamo passato una giornata intera visitando la eastern shores con i suoi numerosi punti panoramici, ma probabilmente ci vorrebbe qualche giorno in più per perlustrarla a dovere e godere di tutto quello che può offrire.

Oltre all’iSimangaliso, St. Lucia offre anche la possibilità di effettuare tour in battello lungo l’estuario per vedere ippopotami e coccodrilli e, inoltre, è possibile partecipare all’escursione che vi porterà a solcare i mari in cerca di balene.

Il periodo più indicato per il whale watching è da fine giugno a metà novembre, quando le balene lasciano le acque fredde del polo per dirigersi verso quelle più calde del Sudafrica.
Questa è stata in assoluto la miglior esperienza che ho vissuto e che rifarei altre mille volte, abbiamo avvistato tantissime megattere, l’unica cosa che è mancata è stata solo vederle saltare fuori dall’acqua.

Ma questo è solo un motivo in più per riproporre questo genere di avventure.

Cape Vidal, oceano indiano

Nel prossimo articolo vedremo nel dettaglio quanto ci è costata la nostra vacanza e quanto siamo riusciti a risparmiare rispetto al prezzo iniziale che ci era stato offerto dall’agenzia.