Sognate le spiagge di Fuerteventura e la vida loca di Tenerife, i trekking in Gran Canaria, i vulcani di Lanzarote?
Fate un salto su Google Maps per togliervi ogni dubbio: eh sì, le Canarie sono proprio quell’arcipelago nell’Atlantico abbandonato proprio lì, di fianco al Marocco, un universo che di Europa non ha gran che, se non la bandierina spagnola.

visitare le Canarie in tre giorni

Tutti ne parlano e tu sei sempre più affascinato dall’idea di queste isole vulcaniche un po’ selvagge, un po’ da Scuola Zoo. Ma quando andare?

Quest’estate temi il clima Sahariano, in inverno invece sei a sciare a Livigno? Ti do un consiglio: basta un weekend, un weekend lungo di tre giorni pieni, diciamo dal venerdì alla domenica sera, per visitare con calma questa meta. Chiedi un giorno di ferie, cerca su Skyscanner il weekend più conveniente, prepara lo zaino, chiama un’amica, la fidanzata, la mamma, e parti. Primavera?
Perfetto. Niente caldo torrido, niente disdette allo Sci Club.

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I miei tre giorni a Lanzarote

Inizio di marzo, a Milano si sente già la primavera. A dire il vero, non si è mai sentito l’inverno. C’è però tanta voglia di anticipare l’estate.
Si parte dall’Aeroporto di Bergamo Orio al Serio (parcheggio ad Orio al Serio ) un venerdì all’alba delle 6 di mattina, con un comodo volo Ryanair di quattro ore facilmente trascorribili sonnecchiando. Si atterra all’improvviso sul mare. Si guadagna anche un’ora di fuso orario, a Lanzarote sono solo le 9.

L’aeroporto è piccolo, ci si imbatte subito negli sportelli delle varie compagnie di noleggio auto e individuiamo la nostra: Cicar.
Aaaah, cara Cicar! Consigliatissima!
Tre giorni di auto, assicurazione completa, Fiat 500X con tanto di GPS prenotata via internet il giorno prima della partenza: il tutto a 75€. Mi aspettavo la truffa dietro l’angolo, lo ammetto, ma non è arrivata. Si comincia col piede giusto.

Il nostro appartamento (preso rigorosamente tramite la piattaforma Airbnb) si trova ad Arrecife, cittadina principale dell’isola. Abbandonati gli zaini, si dà il via al nostro programma.


Lanzarote in tre giorni: cosa vedere

1. Playa Papagayo

Sulla punta dell’estremo sud est dell’isola si trova la spiaggia più caratteristica di Lanzarote: bisogna attraversare un lungo tratto di strada sterrata per arrivare in questa incantevole baia dal mare blu.

Le alte scogliere che la circondano la proteggono dal vento, che è una costante sull’isola. Troviamo il coraggio di toglierci le felpe, rimanere in costume ed immergere i piedi. Ah, l’oceano. Ciao, oceano!

Ci concediamo il pranzo in uno dei localini vista spiaggia sulla scogliera: “El Chiringuito”. Il calamaro con verdure più buono di sempre, una cervezita fresca, anzi, due, ed è subito estate. Ed è subito scottatura alle gambe bellamente abbandonate al sole dell’8 di marzo.

Playa Papagayo Lanzarote
Playa Papagayo

2. El Gulfo (Clharco de los Clicos)

El Gulfo, o meglio, Clharco de los Clicos, è un’attrazione tutta naturale.

Si lascia la macchina in un parcheggio ben visibile nella località di El Gulfo e si segue la massa di turisti lungo una brevissima stradina sterrata e ben segnalata. Si arriva a una delle baie più fotografate di Lanzarote.

L’immagine parlerebbe da sé, ma vi lascio con una giusta dose di mistero. Aspettatevi un lago dall’acqua verde acceso separato dall’oceano da una striscia di sabbia nera. È un paesaggio che, al di là dei colori, mi ricorda le scogliere irlandesi: il fragore del vento e delle onde, l’asprezza delle rocce, la forza della natura.

El Guelfo Lanzarote

3. Parco Nazionale Timanfaya

Immancabile visita al parco vulcanico più incredibile che abbia mai visto: ti trovi catapultato sulla luna.

Una distesa di rocce vulcaniche e di crateri si espande lungo l’orizzonte fino a buttarsi nell’oceano. Il Parco è ciò che rimane dell’area sud occidentale dopo le eruzioni susseguitesi dal 1700 in poi.

E’ raggiungibile con la propria auto pagando 10 Euro di pedaggio. La strada si conclude in un parcheggio e, una volta lasciata la propria auto, si continua la visita in pullman. Mio consiglio: sedetevi sul lato sinistro!

Non vi svelo tutto ciò che potrete vedere, ma di sicuro vi rimarrà impressa come una visita “marziana”.

Mi raccomando, finito il giro in bus fermatevi a mangiare al ristorante “El Diablo! Consigliati i piatti di carne cotta direttamente col calore del vulcano.

Parco Nazionale Timanfaya Lanzarote

4. Fondazione Cesar Manrique

Premessa: non sono un’amante dei musei.
Mi sono annoiata al Louvre, ho rischiato il collasso al museo di scienze naturali di Londra, il museo del Risorgimento di Torino è il peggior ricordo della mia infanzia. Quindi prendete il mio commento per quel che vale, cioè una considerazione soggettiva.

Chi è Cesar Manrique, innanzitutto?

Un artista. Un artista delle Canarie, l’idolo delle Canarie. Questo Cesar ha pensato bene di costruirsi una casa-museo ricavata da bolle d’aria sotterranee nella lava. Che dire, bellino!
Il gusto è indubbio, l’idea è geniale. Se vi ispira non posso che dirvi di passare un’oretta e prendere spunto per l’arredamento della vostra casa vacanze.

Fondazione Cesar Manrique Lanzarote

5. Mirador del Rio

Siamo state sfortunate. Il Mirador è il punto panoramico da cui godere di una super vista dell’isolotto nell’estremo nord di Lanzarote, chiamato “la Graciosa” (se avessimo avuto un giorno in più una vista sicuramente ci scappava).

Peccato per le nuvole: si è visto qualcosa, sì. Meglio dire intravisto. Con un po’ di amaro in bocca ci siamo dirette quindi alla Playa Famara, sulla quale non ho molto da dire, se non il ricordo di un pisolino che mi è costato una scottatura alla schiena.

Lanzarote è stata questo e molto altro.

È stata la festa di carnevale ad Arrecife, così viva e divertente (mai visti così tanti adulti mascherati fuori da una festa delle scuole materne), è stata la spiaggia, il mare, il sentirsi ad agosto anche se l’indomani sarebbe stato un lunedì di lavoro.

È stata un weekend tra amiche. È stata nuovi paesaggi, atmosfere lunari, vita tranquilla, relax e pisolini, ottimo cibo, serenità.
Non penso che le altre Isole Canarie siano da meno, e che ci vuole allora a prenotare un altro weekend lungo? In partenza, viaggiatori!