Avete mai provato quella sensazione di star sprecando le vostre giornate, il vostro prezioso tempo?
Ecco io quella sensazione la provavo ogni singolo giorno quando tornavo a casa dopo il lavoro, poggiavo la testa sul cuscino e pensavo: “oggi è stata una giornata memorabile”? Quasi sempre la risposta era NO.

Come si fa a rendere indimenticabile una giornata in cui sai fin dall’inizio cosa ti può succedere? Cosa si può imparare da giorni che si susseguono uguali uno dopo l’altro? Per me assolutamente niente, anzi la routine mi ha sempre spento dentro, mi faceva diventare sempre più pigro e più passava il tempo più sprofondavo in uno stato di noia perenne che per me è il male assoluto.

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Come smettere di sprecare tutto questo tempo?

Che fare per risolvere questo stato d’animo?

La risposta, per quanto mi riguarda, è stata solo una: un viaggio in solitaria alla scoperta dell’America Centrale.

Nessuna responsabilità, nessun badge da timbrare, solo vita allo stato puro.

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La notte prima prima di partire non riuscivo a prendere sonno, provavo quell’ansia tipica di quando stai per fare qualcosa che ti preoccupa: pensi a cosa possa andare storto, se non fosse stato meglio tenerselo il posto fisso, però poi ti butti e scopri che tutti i dubbi e le paranoie si superano appena atterri e ti senti invincibile.

Non so cosa aspettarmi da questo viaggio, tanti dicono che sia un parte di mondo pericolosa che è meglio evitare paesi come il Guatemala o il Nicaragua, ma se c’è una cosa che ho imparato viaggiando è che non ci si può basare sui pregiudizi, le cose belle sono ovunque, basta solo saperle cercare.

Il mio percorso è appena iniziato, mi trovo in Messico da appena quattro giorni e ho già fatto più cose qui che in mesi nella mia città, ho dormito sotto le stelle sulla spiaggia, nuotato in mari che si possono solo sognare, visto una Volskwagen Beetle sott’acqua e incontrato persone meravigliose.
In soli pochi giorni ho capito per l’ennesima volta di quanto fosse pericoloso restare a casa e rimanere intrappolato in una vita che non ti appartiene a fare quello che gli altri reputano sia giusto per te.

E come dicono da queste parti “VIAJAR ES VIVIR“.

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