Villaggio berbero

Dopo tanto tempo ho deciso di riprendere a scrivere, ma non è stato semplice. Sono in casa dal 2 marzo con mia figlia e l’unico che esce è mio marito. Non so più com’è realmente il mondo là fuori. Non è facile quando sei un viaggiatore rimanere confinato in casa, nel tuo paese, nella tua nazione. No, perchè noi siamo spiriti liberi e anche un po’ matti, di quelli che un giorno qualunque trovano un volo e dicono: andiamo!!!

E così è successo anche per il nostro ultimo fantastico viaggio, forse il più bello di tutti, con destinazione il nostro amato Marocco.

Partiamo per Marrakech, una città che per noi ormai è casa. Arriviamo in mattinata con volo da Malpensa e in un quarto d’ora di trasferta raggiungiamo il nostro adorato riad a pochi passi dalla Place Jemaa El Fna. Ad attenderci c’è il nostro amico Ali che ci prepara subito un ottimo the alla menta e harsha caldi. Salutati tutti i ragazzi che lavorano lì saliamo in camera. Non ci sembra vero,siamo nel nostro adorato Riad Irhalne (in lingua berbera significa nomade,un po’ come noi del resto).

Riad Irhalne e the marocchino

Ci prepariamo per uscire e in poco più di 10 minuti raggiungiamo Place des epices attraverso la medina. Quel posto sembra non cambiare mai. E’ un’esplosione di colori, profumi di spezie, di tappeti appesi che contrastano con l’azzurro del cielo marocchino.

Spezie e saponette
Tappeti

Ma è ora di pranzo e quindi facciamo tappa nel nostro ristorante preferito, un posto semplice in cui si mangia benisssimo, Chez Brahim. Mangiamo brochettes, patatine e siamo pronti ad andare nella Place dove iniziamo a contrattare per comprare un po’ di cose (ormai siamo diventati bravi), mangiamo fichi d’india da una bancherella di un simpatico ragazzo e beviamo succo d’arancia.

Fichi d’ India

Nel tardo pomeriggio torniamo in riad dove le ragazze dello staff ci insegnano a cucinare msemen e harsha che avremmo poi mangiato il giorno dopo per colazione. In serata cena con tajine di pollo al limone e olive,tajine di agnello con verdure e couscous. Facciamo una passeggiata nella medina e torniamo da Ali, abbiamo voglia di passare un po’ di tempo in compagnia,è quasi un anno che non ci vediamo!! Non possiamo fare tardi però, domani ci aspetta una grande avventura.

Riad Irhalne

L’appuntamento per la partenza è davanti al Cafè de Paris e dopo una mezz’oretta si parte con destinazione l’Alto Atlante. Prima tappa salendo fra le montagne è la cooperativa di olio d’argan dove ci viene offerta la colazione con pane berbero,olio d’argan,olio d’oliva e nutella berbera. Dopo un giro veloce nella bottega, riprendiamo il nostro viaggio dove ci viene detto che visiteremo tre villaggi berberi. Arrivati, la guida ci spiega che con una camminata un po’ faticosa di 10 minuti e un’altra mezz’oretta di cammino avremmo raggiunto le cascate di Imlil. In realtà è stata una vera e propria scarpinata,ma il paesaggio e l’arrivo alle cascate ci fanno dimenticare la fatica.

Colazione alla cooperativa d’argan
Cascate Imlil

Si riparte e da lì attraversiamo sempre camminando tre villaggi berberi. Incontriamo solo qualche bimbo che gioca e bambine di ritorno da scuola. E’ ora di pranzo e ci portano a mangiare sulla terrazza di un ristorante con vista mozzafiato. Il sole è caldo nonostante sia inizio febbraio, ma l’aria è fredda.
Il muezzin chiama alla preghiera e la voce riecheggia nella vallata .Ci viene servito un ottimo tajine di verdure,pane berbero e arance dolci come il miele.

Pranziamo velocemente,il tempo di riposarci un po’ e il nostro pullmino ci aspetta lì vicino.Attraversiamo villaggi pieni di gente, paesaggi da sogno, pianure verdeggianti dove i pastori fanno pascolare capre e pecore e montagne rocciose che ci riportano dentro il film di Babel. Ci fermiamo in un punto panoramico a scattare delle foto e li iniziamo a scorgere la nostra ultima destinazione, il deserto di Agafay.


Dopo aver attraversato la zona pianeggiante arriviamo al camp dove ci aspettano dei berberi che ci aiutano a vestirci con i costumi tipici e saliamo in sella ai nostri dromedari. Che la prima cammellata della nostra bambina abbia inizio! La carovana parte guidata da un anziano signore berbero che ci accompagna fra canti tipici e ci scatta foto. L’aria è calda,sembra estate e Sophia è felice. Le promettiamo che la sua prossima camel ride sarà nel deserto,quello vero tra le dune di sabbia di Merzouga. Dopo un giro lì attorno torniamo alla base dove ci viene offerto un the e ripartiamo in direzione di Marrakech.

La giornata seppur impegnativa tra i tanti km in pullmino in montagna e il trekking faticoso è stata davvero bella. Siamo partiti dalla città, fin sull’ Atlante e poi giù ad Agafay.

La serata la trascorriamo tra una passeggiata nella Jemaa El Fna e in Riad. C’è la luna piena che accompagna le nostre chiacchere con Ali nella nostra ormai casa.Le luci delle candele e le lampade marocchine illuminano gli ambienti attorno a noi..ed è pura magia!

Il giorno seguente non abbiamo programmi, vogliamo vagare senza meta nella nostra adorata medina e fare shopping.

Partiamo dal souk delle olive, pochi negozietti che vendono limoni in salamonia e olive di ogni genere.

Proseguiamo verso Rue Mouessine, passando dalla Moschea con l’idea di raggiungere il Souk dei Tintori. Ad accoglierci all’ingresso c’è un signore berbero che ci accompagna al suo interno. E’ un posto talmente bello che restiamo tutti e tre a bocca aperta. Le matasse di lana di tutti i colori sono appese ovunque. Ci mostra i pigmenti utilizzati per tingere e le vasche di tintura e cosa strana, non ci chiede nemmeno un dirham in cambio!

Il nostro giro riprende e girovaghiamo prima nel souk delle babouches, che non avevamo mai visto prima, e successivamente in uno dei miei souk preferiti,quello delle lampade dove un giovane ci permette di scattare tantissime foto.

Per pranzo mangiamo una pizza nella Place in un locale nuovo,vicino alla Moschea e all’ingresso della medina. Verso le 2 abbiamo appuntamento in un posto che mio marito sogna da tempo, Mechoui Alley! La prima sera a Marrakech i ragazzi del chiosco ci avevano mostrato come si prepara il forno per la cottura del montone e oggi avendo più tempo decidiamo di andarne a comprare un po’ per la cena della nostra ultima sera marocchina.

Viene pesato su una bilancia d’altri tempi, cosparso di sale e spezie e avvolto i carta d’ alluminio e accompagnato dall’immancabile pane berbero.

Nel pomeriggio Ali ci accompagna in un posto che sognamo di vedere, il nuovo Riad Touda. E’ un posto che ricorda un palazzo da “Mille e una notte”, visitiamo tutte le stanze e rimaniamo davvero senza parole davanti a tanta bellezza.

Decidiamo di farci un giro a Place des Epices dove Ste decide di regalare sia a me che Sophia una borsa tipica con ricamati i nostri nomi. Nell’attesa che il lavoro venga fatto saliamo al Cafè des Epices e da li ci guardiamo il sole tramontare nella nostra ultima serata a Marrakech.

In serata cena in Riad con Ali e Said a base di Mechoui e ultimo giro fino alla Koutoubia e nella Place per gli ultimi acquisti.

Questo è sicuramente un articolo un po’ diverso dagli altri , è più un diario di un viaggio fantastico che ci portiamo nel cuore da 2 mesi e mezzo.Sicuramente appena sarà possibile torneremo i Marocco con un grande obiettivo, il Sahara.


ATTENZIONE: L’escursione sull’Atlante e Agafay la potete organizzare già da casa e acquistare su Tripadvisor. Non viene quasi mai scritto che il trekking è molto impegnativo e che camminerete parecchio. Se decidete, andate con scarpe adatte. Noi l’abbiamo fatto con Sophia, ma la sconsigliamo con bimbi piccoli, perchè davvero troppo faticosa.

La mia prima cammellata nel deserto di Agafay è stata molto divertente. Ho imparato canti berberi e visto panorami mozzafiato.


Sophia