Anche soprannominata ‘la Venezia del nord‘, Copenaghen è una città che vi lascerà, in un modo o nell’altro, qualcosa da portare con voi. Ecco i miei tre giorni nella Capitale della Danimarca.

E’ importante scegliere il periodo giusto per visitarla: noi abbiamo optato per Gennaio, scelta poco felice, il freddo è a tratti insopportabile ma ormai è andata, non ci resta che adeguarci.

Partiamo dicendo che sicuramente non è una città low cost, anzi, ha gli alberghi più cari di tutta Europa insieme a Londra e ha una sua moneta, il che la rende già di per sé una città costosa. Per risparmiare qualcosa abbiamo prenotato un ostello che lasciava decisamente a desiderare, tra muri di carta e getto della doccia a ridosso del water: potete immaginare il risultato…

Nyhavn
Nyhavn, veduta del porto storico della città

Partiamo con un volo Ryanair e arriviamo alle 12 in ostello: la hall è decisamente carina ed accogliente, così come lo sono i ragazzi della reception. Scopriamo che la camera non sarà pronta prima delle 14, quindi decidiamo di andare a fare colazione. Ci dirigiamo verso Starbucks (l’unico che incontreremo in tutta Copenaghen), abbiamo bisogno di un posto familiare per iniziare ad ambientarci, il prezzo del cappuccino piccolo è 6.40 euro, economico direi.

Di fronte a Starbucks intravediamo il parco più antico d’Europa, Tivoli, che purtroppo nei mesi invernali è chiuso (altro motivo per non scegliere questo periodo), sconsolate decidiamo di tornarcene in albergo.

Il primo giorno della nostra visita sarà dedicato a Stroget, la via pedonale più lunga d’Europa e piena di negozi, il quartiere di Nyhavn con le sue caratteristiche casette colorate e la famosissima Sirenetta. Vi consiglio, durante il vostro viaggio, di assaggiare assolutamente lo smorrebrod, un piatto tipico simile alla nostra bruschetta che vale la pena di provare.

La cena della sera prevede cibo indiano, decisamente buono, da Shawarma: il posto non è molto accogliente, ma il cibo è buono ed ECONOMICO e noi ci accontentiamo. Copenaghen si può girare comodamente a piedi perché tutte le attrazioni più rilevanti sono concentrate nel centro città e soprattutto perché il servizio di metro non è affatto economico.

La Sirenetta, Copenhagen
La Sirenetta, Copenhagen

Per la colazione del secondo giorno scegliamo un forno che si trova vicino al nostro ostello: Lagkagehuset. Qui è tutto fatto in casa e decidiamo di assaggiare due dolci a me sconosciuti, il flodebolle, fuori cioccolato finissimo e dentro meringa morbida, e il brownie nuts, una crostatina al cioccolato con sopra caramello e arachidi.

Soddisfatte della nostra colazione ci dirigiamo verso il palazzo del governo e, successivamente, torniamo alla Sirenetta per ammirarla con la luce del ‘sole’: in realtà è più piccola di quanto sembra, ce l’aspettavamo più grande e diversa, ma ha sempre il suo fascino. Dopo esserci rifocillate in un bellissimo locale anni ’50 che si chiama Mormors e che fa dei dolci ottimi, torniamo indietro per dirigerci al castello di Rosenborg, la tenuta invernale della regina della Danimarca (sì, perché in Danimarca c’è la regina!).

Di ritorno verso l’ostello, decidiamo di andare a mangiare in un posto di cui abbiamo letto ottime recensioni: Zahida. Si trova all’interno di una sorta di mercato coperto dove campeggiano numerosi chioschetti e dove si può trovare praticamente di tutto. Si mangia cibo indiano (di nuovo!), ma che cibo! Il nostro menù consiste in tipici panzerotti ripieni di carne speziata, pollo piccante con verdure e pollo alla piastra con riso e curry. Il conto è di 65 euro, ma vi assicuro che ne vale davvero la pena.

Christiania, quartiere senza regole
Christiania, quartiere senza regole

Terzo giorno e terza colazione, stavolta al Next Door Cafe, che fa un’ottima colazione americana ed ha un’atmosfera davvero particolare. La nostra terza giornata ci porta a visitare la torre rotonda, da dove si vede tutta Copenaghen. La salita da fare mette a dura prova la nostra resistenza, ma la vista è magnifica.

Tappa successiva, CHRISTIANIA, un meraviglioso quartiere autogovernato in cui entrerete in un’altra epoca e in un altro mondo: qui (quasi) tutto è concesso, non voglio svelarvi altro, posso solo dirvi che la via principale si chiama ‘pusher street’ e che quello che vedrete all’interno di questo quartiere varrà, da solo, tutto il viaggio. A Christiania è assolutamente vietato fare foto, riprese video o simili, tranne in alcuni posti ben segnalati quindi vi consiglio di attenervi alle regola, d’altronde una volta entrati a Christiania sarete fuori dall’Europa e le leggi in questo posto se le fanno da soli.

L’ultima sera decidiamo di cenare in ostello, al caldo, l’indomani mattina ci aspetta il volo di ritorno e dobbiamo svegliarci molto presto. Per me è stato un viaggio freddoloso e allo stesso tempo meraviglioso, spero che per voi, con i miei consigli, lo sia ancora di più. Buon viaggio a tutti!